Il Processo Amministrativo Telematico (PAT) rappresenta l'infrastruttura tecnologica e giuridica attraverso la quale si svolge la tutela giurisdizionale dinanzi ai Tribunali Amministrativi Regionali (TAR) e al Consiglio di Stato. Disciplinato dalle norme del Codice del Processo Amministrativo (D.Lgs. 104/2010) e dalle specifiche regole tecnico-operative (D.P.C.M. 16 febbraio 2016 e successive modifiche), il PAT ha trasformato le modalità di redazione, notificazione e deposito degli atti processuali.
In questa guida curata dai professionisti del Corso FGLaw, esaminiamo le regole operative di deposito, la gestione dei formati digitali e i profili di inammissibilità o procedibilità legati agli errori informatici.
La notifica e il deposito degli atti nel PAT: La regola dei termini
Nel processo amministrativo telematico, sia le notificazioni tra le parti che i depositi di ricorsi, controricorsi, memorie e documenti presso la segreteria del giudice amministrativo avvengono esclusivamente attraverso il canale della Posta Elettronica Certificata (PEC) ovvero mediante upload diretto nel Portale dell'Avvocato.
Il regime degli orari e il momento del perfezionamento del deposito
Ai fini del rispetto dei termini perentori previsti dal Codice del Processo Amministrativo (es. termine di 60 giorni per il ricorso principale, 30 giorni per il ricorso incidentale, 30/20 giorni per le memorie pre-udienza ex art. 73 c.p.a.):
- Notifica a mezzo PEC: La notificazione si perfeziona per il notificante nel momento in cui viene generata la Ricevuta di Accettazione (RAC) e per il destinatario al momento della Ricevuta di Avvenuta Consegna (RdAC).
- Termine orario di deposito (Ore 24:00): A seguito degli interventi correttivi e della giurisprudenza del Consiglio di Stato, il deposito telematico effettuato entro le ore 24:00 del giorno di scadenza si considera tempestivo. Qualora la ricevuta di protocollazione venga generata oltre le 24:00, il deposito si considera effettuato il giorno lavorativo successivo.

Firma Digitale e Formato degli Atti: CAdES vs PAdES
Un tema centrale della patologia degli atti nel PAT riguarda il formato dei file depositati e la firma digitale applicata:
- Formato nativo digitale: Il ricorso e gli atti delle parti devono essere redatti come documenti informatici nativi in formato PDF (senza scansione di immagini), al fine di consentire la ricerca testuale e l'estrazione di dati.
- Firma CAdES (.p7m) e PAdES (.pdf): La giurisprudenza dell'Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato e delle Sezioni Unite della Cassazione ha chiarito che sia la firma digitale in formato PAdES (che mantiene l'estensione .pdf) sia la firma in formato CAdES (che genera il file .p7m) sono da ritenersi pienamente valide ed equivalenti, in forza del principio di neutralità tecnologica e del raggiungimento dello scopo dell'atto ex art. 156 c.p.c.
Sanabilità degli errori informatici e rimessione in termine
Qualora il deposito non vada a buon fine a causa di malfunzionamenti del sistema informatico della Giustizia Amministrativa (attestati dal Sigaf) o per errori scusabili dell'operatore, il giudice amministrativo applica il principio di rimessione in termine per causa non imputabile ex art. 37 c.p.a., disponendo la sanatoria dell'atto con effetto ex tunc.

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