La Responsabilità da Reato degli Enti ex D.Lgs. 231/2001: Modelli Organizzativi e Reati Presupposto
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La Responsabilità da Reato degli Enti ex D.Lgs. 231/2001: Modelli Organizzativi e Reati Presupposto

Analisi della responsabilità amministrativa dipendente da reato delle persone giuridiche ex D.Lgs. 231/2001: la natura tertium genus della responsabilità, i Modelli di Organizzazione, Gestione e Controllo (MOG 231), l'Organismo di Vigilanza (OdV) e i reati presupposto.

Corso FGLaw 3 min
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L'introduzione del Decreto Legislativo 8 giugno 2001, n. 231 ha segnato una svolta epocale nell'ordinamento penale italiano, superando lo storico dogma della tradizione romanistica societas delinquere non potest. Con il D.Lgs. 231/2001, le persone giuridiche, le società e le associazioni (anche prive di personalità giuridica) sono direttamente chiamate a rispondere in sede penale per i reati commessi nel loro interesse o a loro vantaggio da soggetti apicali o da sottoposti.

In questo approfondimento a cura del Corso FGLaw, esaminiamo la natura della responsabilità ex 231, i criteri di imputazione oggettiva e soggettiva e la funzione esimente del Modello Organizzativo (MOG).

La natura giuridica della Responsabilità ex D.Lgs. 231/2001: Un tertium genus

Le Sezioni Unite della Cassazione hanno chiarito che la responsabilità degli enti ha una natura speciale definibile come tertium genus: una forma di responsabilità che coniuga i tratti essenziali del sistema penale (accertamento dinanzi al giudice penale, garanzie del processo penale) con l'efficacia sanzionatoria amministrativa.

I criteri di imputazione oggettiva (Art. 5 D.Lgs. 231/2001):

  1. Qualifica del reo: Il reato deve essere stato commesso da persone che rivestono funzioni di rappresentanza, amministrazione o direzione (apicali) ovvero da persone sottoposte alla direzione o vigilanza di queste ultime (sottoposti).
  2. Interesse o Vantaggio dell'Ente: Il reato deve essere stato compiuto nell'interesse (valutato ex ante al momento della condotta) o a vantaggio (incremento patrimoniale o risparmio di spesa valutato ex post) dell'ente. L'ente non risponde se le persone hanno agito nell'interesse esclusivo proprio o di terzi.

Responsabilità amministrativa degli enti d lgs 231 2001 fg law

La Colpa di Organizzazione e l'efficacia esimente del Modello 231 (Artt. 6 e 7)

Il criterio di imputazione soggettiva della responsabilità all'ente si fonda sulla colpa di organizzazione: l'ente risponde perché non si è dotato di una struttura organizzativa idonea a prevenire la commissione dei reati presupposto.

L'art. 6 del D.Lgs. 231/2001 prevede una vera e propria causa di esenzione da responsabilità per l'ente qualora dimostri che:

  1. Ha adottato ed efficacemente attuato, prima della commissione del fatto, un Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo (MOG 231) idoneo a prevenire reati della specie di quello verificatosi.
  2. Ha affidato il compito di vigilare sul funzionamento e l'osservanza del modello a un Organismo di Vigilanza (OdV) dotato di autonomi poteri di iniziativa e controllo.
  3. Le persone hanno commesso il reato eludendo fraudolentemente il modello di organizzazione.
  4. Non vi è stata omessa o insufficiente vigilanza da parte dell'OdV.

Il catalogo dei Reati Presupposto

La responsabilità ex 231 opera secondo il principio di tassatività: l'ente risponde unicamente per i delitti espressamente indicati dal legislatore come reati presupposto.

Nel corso degli anni, il catalogo originario (limitato ai reati contro la PA e truffa ai danni dello Stato) è stato imponentemente ampliato includendo:

  • Reati societari e tributari.
  • Omicidio colposo e lesioni gravi commesse con violazione delle norme sulla tutela della salute e sicurezza sul lavoro (Art. 25-septies).
  • Reati ambientali, informatici e di riciclaggio/autoriciclaggio.
  • Delitti contro l'industria ed il commercio e violazione del diritto d'autore.

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